PAGANESIMO IN ITALIA

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Riprendiamo da Rinascita un'interessante intervista a Consolato, uno dei maggiori propugnatori del paganesimo, che, nell'Italia di origine augustea, vuol dire non scordarsi delle nostre radici. Ellezeta

Roma - Cominciamo dalle radici… l’Europa ha effettivamente delle “radici giudaico-cristiane”, come si vorrebbe da più parti?


“Il giovane Evola di Imperialismo pagano proclamava l’Antieuropa, mettendo in guardia contro un pericolo euro-cristiano…
Comunque, una cultura europea marcatamente unitaria, dall’Atlantico agli Urali, dall’Islanda a Malta, si è in effetti avuta solo col Medioevo, con la cristianizzazione del nostro continente, cioè di terre e popoli cui il cristianesimo primitivo era estraneo, poiché nato in ambito etnico e religioso giudaico.

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La pratica religiosa degli italiani: un’analisi

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L’indagine Istat “La vita quotidiana” (liberamente scaricabile dal loro sito, 2684 kb) si rivela un interessante giacimento di informazioni sulla pratica religiosa degli italiani, confermando che continua a scendere. La pubblicazione di alcuni prospetti (pp. 173-176) consente tuttavia di svolgere anche un’analisi ancora più approfondita a livello di età, genere e geografia. Alcuni dati erano già noti: sono più religiosi gli anziani, le donne e i meridionali, mentre l’assenza di pratica religiosa è più evidente tra i giovani, i maschi e gli abitanti del centro Italia. Ritengo tuttavia sia ancora più interessante il dato di chi non va mai in chiesa e di chi ci va almeno una volta la settimana, perché rappresenta una sorta di confronto diretto tra ‘credenti reali’ (33,4%) e ‘miscredenti di fatto’ (17,2%). Ebbene, i miscredenti di fatto superano già oggi i credenti reali in alcuni segmenti: giovani tra i 18 e i 34 anni; maschi tra i 18 e i 44 anni; residenti in Emilia Romagna e Toscana.
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Revoca della santità

Mi chiedo se non sia venuto il tempo di ingaggiare una battaglia per la revoca della santità nei confronti di un individuo come Roberto Bellarmino che ha fatto fuori Giordano Bruno, stava per far fuori Tommaso Campanella e stava per infilzare Galileo Galilei. E questo qui sarebbe un santo!?
Lo ha affermato Giacomo Marramao durante un interessante convegno intorno al libro di Nuccio Ordine “Contro il Vangelo armato. Giordano Bruno, Ronsard e la religione” tenutosi a Roma venerdì 26 ottobre, presso Palazzo Marini, e la cui registrazione si consiglia di vedere su www.mawivideo.it.
Non si può non essere d’accordo con il filosofo Marramao e, anzi, la lista dei personaggi storici la cui santificazione andrebbe messa in discussione potrebbe soltanto crescere. Il “Dottore” Bellarmino si troverebbe in ottima compagnia, se cominciassimo a stilare un elenco delle affermazioni rese nel tempo dai padri della Chiesa cattolica, poi glorificati e santificati.
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Il Vaticano impazzito: Halloween va boicottata, è pedofilia spirituale

E il presidente della CEI Angelo Bagnasco è d’accordo

di Valter Vecellio
(da Notizie radicali, 26 ottobre 2007)
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La notizia, innanzitutto. Un sacerdote di Genova, don Marino Bruno, insegnante di religione e parroco della chiesa di Santa Maria delle Nasche, attraverso le colonne del settimanale cattolico Il Cittadino lancia una vera e propria scomunica: «Halloween», scrive, «è pedofilia esercitata in campo morale, spirituale, mentale, senza violentare il corpo».

Anche se non è stagione, don Bruno può benissimo aver preso il classico colpo di sole; nulla di grave. Ma se la scomunica riceve l’imprimatur dell’arcivescovo Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, le cose mutano. Bagnasco, nel corso di un incontro riservato con i sacerdoti del seminario arcivescovile tenuto prima della partenza per Santo Domingo e Cuba, ha dato disposizione che il contenuto dello scritto di don Bruno venisse diffuso e affidato a tutti i parroci perché ne diano ampio risalto nella predicazione ai fedeli.
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Halloween, tante idee per una notte piu' italiana di quanto non si creda

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Se non avete alcuna intenzione di recitare il mantra Trick or Treat o di travestirvi da vampiro, strega o scheletro perché considerate la festa del 31 ottobre un’insopportabile americanata, dovrete ricredervi. La tradizione della notte in cui i morti ritornano è la versione edulcorata del Capodanno celtico [2] Samhain. E quindi affonda robuste radici nella civiltà contadina europea, come racconta [3] Halloween. Nei giorni che i morti ritornano. Tanto che in appendice al libro c’è una raccolta di tutte le tradizioni italiane nei giorni da Ognissanti a [4] San Martino. Riti di saluto all’estate, di attesa del riposo invernale per l’agricoltura, questue in omaggio ai defunti che hanno molto in comune con le celebrazioni Made in Usa.

Sistemata la questione filologica, c’è da pensare a come divertirsi la notte del 31 restando in Italia.

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Il simbolo della fenice nelle culture egizia e cinese

La recensione de "L'occhio della Fenice" di Umberto Capotummino sul Giornale di Sicilia

di Bent Parodi
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